La storia “rosa” del Monte Luco

 

Nel mio guardaroba c’è un foulard di seta azzurro, che apparteneva alla mia nonna. Lo uso nelle giornate ventose di primavera, come fa lei nelle foto di quando era giovane. Indossarlo mi lega a lei e ad un tempo passato. Quando cammino in montagna provo una sensazione simile e mi chiedo “Chi ha percorso questo sentiero prima di me?”. Una risposta certa me la sono potuta dare giusto ieri, salendo alla cima del Monte Luco, nella catena delle Maddalene.

Avevo scelto anche la via più ripida, per il sentiero 133, per sudarmi l’ascesa e diminuire il vantaggio che i miei robusti e moderni scarponi mi offrono. Sentivo doveroso fare questa “cortesia” a due donne, Regina von Brandis e Catherine Botsch, che nel 1552 giunsero in cima al Monte Luco accompagnate da Jakob von Boymont. La loro salita, oltre ad essere la prima documentata, è una delle imprese alpinistiche più antiche. Duecento metri prima della cima c’è un laghetto azzurro cielo; si saranno specchiate nelle sue acque anche Regina e Catherine? Giunta in cima, a 2.433 metri, mi unisce a loro il piacere di una vista che ripaga, oggi come allora, ogni fatica.