Il Dente di Leone - simbolo di un territorio
Il valore di un’erba spontanea nel tempo
Dal 1996 le Settimane del dente di leone scandiscono il ritmo della primavera in Alta Val di Non. Quella che era nata come una semplice idea attorno a un’erba spontanea è oggi diventata una parte significativa della nostra identità.
Il dente di leone non è un elemento di contorno. Cresce nei nostri prati, entra in cucina ed è parte di un sapere che si tramanda da generazioni. Da questo legame è nato qualcosa di autonomo: un’iniziativa che mette in relazione ospiti, produttori e comunità, dando al territorio una voce chiara e riconoscibile.
Le Settimane del dente di leone mostrano come da qualcosa di semplice possa nascere un segno culturale. Uniscono gastronomia e natura, tradizione vissuta e nuovi impulsi. È soprattutto in cucina che questo diventa evidente – dove dall’amaro nasce profondità e da un’erba spontanea un gusto che racconta il luogo.
Personalità come il parroco erborista Hermann Josef Weidinger – insieme ad altre voci provenienti dalla fitoterapia e dalla botanica – hanno contribuito a sviluppare uno sguardo più consapevole sul rapporto tra uomo e pianta. Non solo come sostanza, ma come parte di una comprensione più ampia della natura.
Il dente di leone è così molto più di un tema stagionale. È espressione di un territorio al confine tra lingue e culture, un elemento che unisce – tra paesaggio e uomo, tra passato e presente.
È la continuità di un’idea cresciuta nel tempo – e che continua a crescere.
Mirko Mocatti, oste al Zum Hirschen
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"Il vino guarisce e rallegra l'uomo con il suo calore benefico e la sua grande forza."
Ildegarda di Bingen
1098-1179
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Il gusto, per tutti, è il diritto a trasformare in piacere
il proprio sostentamento quotidiano.
Carlo Petrini
*1949