Mirko Racconta

 

L'essenza del viaggio ed il nuovo pellegrinaggio al Zum Hirschen

 

Molte volte mi viene chiesto: Cosa rende speciale l’albergo Zum Hirschen? La risposta non si trova in un solo elemento. È una stratificazione di storia, di silenzi e di pietre. È l’identità di un luogo che vive sul confine: culturale, linguistico, geografico. Dove l’Alto Adige incontra il Trentino, il tedesco l’italiano, l’alpino il mediterraneo. Ed è proprio in questa tensione di condivisione che si trova la nostra anima.

Un tempo, il Zum Hirschen era un ospizio per pellegrini.
Oggi, il viaggiatore è per noi una sorta di pellegrino 2.0. Il cercatore di senso di ieri è l’esploratore dell’esperienza di oggi: una persona che cerca connessioni vere con i luoghi e con le persone. Non è un vacanziero del consumo veloce in cerca di distrazioni superficiali dalla quotidianità, ma un viaggiatore che ricerca profondità e autenticità.

Su questo abbiamo costruito il nostro concetto.
Nell’architettura, definita insieme all’architetto Lorenzo Aureli, ci siamo ispirati alla sobrietà del pellegrinaggio e alla filosofia del Bauhaus: forme pulite, materiali essenziali, linee silenziose. Niente folklore alpino, ma luce, spazio, quiete. Ogni tipologia di stanza interpreta un’epoca della casa – dal Medioevo alla modernità.

Anche in cucina seguiamo la nostra linea: Slow’sophia, la filosofia della lentezza. Un ponte tra il luogo di forza e la gastronomia.
Ispirata ai principi di Slow Food, si fonda sugli insegnamenti di Ildegarda di Bingen e del Padre erborista Weidinger. Le erbe, gli elisir, le sostanze amare: ingredienti che stimolano, nutrono, trasformano. Cuciniamo con il territorio, con le stagioni… ma soprattutto con i sensi. Ogni piatto diventa così un messaggero del territorio.

E naturalmente, c’è anche l’ospitalità.
Non è scenografica, né distaccata – ma autentica. Non si tratta di “servizio” in senso classico, ma di un vero e proprio benvenuto. Come un tempo i pellegrini bussavano e venivano accolti, così oggi accompagniamo i nostri ospiti: con attenzione, apertura, rispetto e calore. Per noi, ospitare significa creare uno spazio in cui l’incontro è possibile – con sé stessi e con gli altri.

Anche i rituali quotidiani hanno il loro spazio. Così, un aperitivo con lo Spritz di Ildegarda diventa un piccolo momento di consapevolezza – un invito ad arrivare davvero. Non solo fisicamente, ma interiormente.

Perché viaggiare, per noi, non significa semplicemente essere altrove.
Ma tornare a sé stessi. Con tutti i sensi. Nel presente. Nella vita.

Mirko Mocatti – Oste al Zum Hirschen