Un lento immergersi nel bosco
Un lento immergersi nel bosco.
Il richiamo del bosco è silenzioso. Ritmico.
Nel lento spezzarsi di un ramo sotto i piedi.
Nel muschio umido lungo il sentiero.
Nel profumo di resina, terra e giovani germogli dopo una calda pioggia d’inizio estate.
A volte inizio a camminare a piedi nudi. Non lontano. Solo abbastanza lentamente da tornare a sentire il terreno. La freschezza della terra sotto i piedi. Il morbido tappeto di muschio. La corteccia ruvida di un tronco. Posare per un momento la mano sul tronco e percepire come l’albero rimanga lì, silenzioso, tra radici e rami. Gli aghi morbidi dei larici. Il fruscio del sottobosco.
Con il tempo qualcosa cambia. Lo sguardo si calma. Emergono suoni che prima restavano nascosti. Il bosco non è più soltanto uno sfondo, ma uno spazio.
In Giappone questo modo consapevole di immergersi nell’atmosfera del bosco viene chiamato Shinrin Yoku – bagno di foresta. Non è sport. Non è una meta. È piuttosto un ascolto silenzioso. Un camminare senza dover arrivare da qualche parte.
Proprio qui, in Alta Val di Non, il bosco diventa un luogo di rallentamento. Tra abeti e larici, sorgenti e sentieri silenziosi nasce una sensazione di ampiezza e allo stesso tempo di protezione. Forse il bosco ci fa stare bene proprio perché non ci chiede nulla.
E a volte il bosco ci accompagna persino fino dentro casa.
Nel caldo pediluvio agli aromi di abete rosso e larice. Nei profumi di erbe della sauna. Oppure la sera nel ristorante CERVO, quando giovani germogli, erbe spontanee, fiori, resine ed essenze del bosco diventano parte del menu dedicato agli aromi di bosco.
Così, una semplice passeggiata diventa lentamente un’esperienza che rimane.
Non spettacolare.
Ma benefica.
Il richiamo del bosco è silenzioso.
Bisogna solo imparare di nuovo ad ascoltarlo.
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