Un pomeriggio con "Fèro"
Alchimista dei boschi
Nell’ambito delle Settimane del dente di leone abbiamo avuto modo di accogliere al Zum Hirschen Ferruccio Valentini, conosciuto come “Fèro”, raccoglitore di erbe spontanee e autore del libro Alchimista dei boschi.
Un incontro che non è stato solo una presentazione, ma un racconto vissuto.
“Se vuoi vivere bene e a lungo, mangia tanti denti di leone.”
Così inizia il ricordo di Valentini, legato alla bisnonna e al momento in cui il tarassaco ha lasciato un’impronta nel suo modo di vivere la natura.
Fero è cresciuto nella Val di Tovel, ai piedi delle Dolomiti di Brenta. Pastore, malgaro, apicoltore e raccoglitore di erbe spontanee, ha fatto del bosco e dei campi il suo vero habitat. Un sapere costruito negli anni, attraverso l’esperienza diretta, l’osservazione e la pratica quotidiana.
Oltre al suo lavoro con le erbe spontanee, Fero è noto anche per una scoperta di grande rilievo in ambito paleontologico: un giacimento risalente al Permiano, con oltre 60 specie di piante fossili, di cui 13 fino ad allora sconosciute alla scienza, datate a circa 280 milioni di anni fa. Una di queste porta oggi il suo nome: Ferovalentinia.
La casa in cui vive – costruita da lui stesso con materiali semplici – ricorda il laboratorio di un alchimista: boccette, vasetti, strumenti per la trasformazione. Per l’“òm dal bósch”, l’uomo dei boschi, la valle è tutto: scuola, dispensa e farmacia.
Durante il pomeriggio abbiamo ascoltato un racconto semplice e concreto. Un invito a ritrovare un rapporto più diretto con ciò che ci circonda. Spesso cerchiamo soluzioni complesse, mentre la natura ci offre risposte essenziali.
Valentini ci ha parlato anche di come il clima stia cambiando e di come le piante reagiscono a questi mutamenti: dall’asparago selvatico al larice, sempre più presenti a quote elevate. Un paesaggio che si trasforma lentamente, sotto i nostri occhi.
Il tarassaco, al centro delle settimane, è tornato più volte nel suo racconto. Non solo come pianta primaverile, ma come presenza che accompagna durante tutto l’anno. Radici, foglie e fiori possono essere trasformati e conservati in modi diversi: in salamoia, in agrodolce, oppure tostati e lavorati fino a diventare un caffè dal gusto intenso.
Accanto al tarassaco, abbiamo scoperto anche altre possibilità: come dalla radice dell’imperatoria si possa ricavare un gelato dal gusto sorprendente. O ancora, la figura del raccoglitore di erbe spontanee, oggi oggetto di studi e tentativi di regolamentazione che – come racconta – non hanno trovato continuità.
Non è mancato il momento del fare: con l’aglio della regina (allium carinatum), Valentini ha preparato, in pochi gesti, un pesto condiviso con gli ospiti. Un gesto semplice, ma essenziale.
Forse è proprio questa la forza del suo racconto: riportare la natura a qualcosa di accessibile, quotidiano, vissuto.
Un modo di guardare il bosco e i prati che ci ricorda come, spesso, ciò che è più vicino è anche ciò che comprendiamo meno.
"Il vino guarisce e rallegra l'uomo con il suo calore benefico e la sua grande forza."
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Il gusto, per tutti, è il diritto a trasformare in piacere
il proprio sostentamento quotidiano.
Carlo Petrini
*1949